Ministero della Salute

Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera.

… Allegato 1 …

6.3 Ogni struttura, tenendo anche conto del suo interfacciamento con la componente impiantistica e con le attrezzature, ha l’obbligo del rispetto, assicurato con controlli periodici, dei contenuti degli atti normativi e delle linee guida nazionali e regionali vigenti in materia di qualita’ e sicurezza delle strutture con riferimento a:
‐ protezione antisismica;
‐ antincendio;
‐ radioprotezione
‐ sicurezza per i pazienti, degli operatori e soggetti ad essi equiparati;
‐ rispetto della privacy sia per gli aspetti amministrativi che sanitari;
‐ monitoraggio periodico dello stato di efficienza e sicurezza delle attrezzature biomedicali;
‐ graduale sostenibilita’ energetico‐ambientale in termini di riduzione dei consumi energetici;
‐ smaltimento dei rifiuti;
‐ controlli periodici per gli ambienti che ospitano aree di emergenza, sale operatorie, rianimazione e terapie intensive e medicina nucleare;
‐ monitoraggio periodico dello stato di efficienza e sicurezza degli impianti tecnici e delle attrezzature biomedicali;
‐ controllo periodico della rispondenza delle opere edilizie alle normative vigenti.

(continua)

Linee Guida

Linee Guida sugli Standard di Sicurezza e Igiene del Lavoro nel Reparto Operatorio

Il presente documento costituisce l’aggiornamento del precedente documento di Linee Guida per la definizione degli standard di sicurezza e di igiene ambientale dei reparti operatori, elaborato dal Gruppo di Lavoro “ad hoc” istituito presso l’ISPESL e diffuso dal Dipartimento di Igiene del Lavoro nel 1999, nonché del documento quasi integralmente similare approvato dal Consiglio Superiore di Sanità il 26 luglio 2002.
Rispetto all’edizione precedente è stata effettuata una revisione completa del testo.
In particolare è stata data una nuova definizione dei requisiti strutturali, tecnologici e strumentali del Reparto Operatorio, nonché dei requisiti igienico – ambientali, e una nuova allocazione della sezione dedicata alle verifiche delle caratteristiche ambientali ed impiantistiche per il controllo dell’efficacia delle misure di prevenzione attuate … continua

Regione Veneto

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 1335 del 28 luglio 2014

Centralizzazione dell’allestimento dei farmaci antineoplastici.

L’Assessore, Luca Coletto, riferisce quanto segue.

Nell’agosto 1999 la Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano approvava il documento “Linee guida per la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario“con il quale si riconosceva la pericolosità dell’ambiente lavorativo sanitario e si dettavano le prime indicazioni sugli standard organizzativi e funzionali, di qualità e sicurezza,che ogni Ospedale avrebbe dovuto rispettare durante le procedure di allestimento dei farmaci antitumorali … continua

Linee Guida

Linee Guida ImmunoDepressi 2013

La tubercolosi (TB) rappresenta un rischio riemergente, ed è stato indicato dall’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) come grave problema di sanità pubblica a livello mondiale già dal
1993.
Ogni anno si registrano nel mondo più di 9 milioni di nuovi casi e 2 milioni di decessi e, secondo
stime dell’OMS, si manifestano oltre 400.000 casi di tubercolosi multiresistente. È stato stimato che
circa un terzo della popolazione mondiale ospiti il Micobatterio tubercolare allo stato di latenza (un
soggetto con infezione tubercolare latente o ITBL è colui che è venuto a contatto con il bacillo ma,
grazie ad un’efficiente risposta immunitaria, non ha sviluppato la malattia; è asintomatico e non
contagioso). Nei soggetti immuno-competenti con ITBL il rischio di sviluppare una malattia attiva è
circa il 10% nel corso dell’intera vita, evenienza che nella metà dei casi si verifica nei primi 2-5
anni dall’esposizione/infezione.

 

LINEE GUIDA IMMUNODEPRESI 02-2013

Parlamento

D.P.R. 14 gennaio 1997 – Decreto “Bindi”

S.ORD. ALLA G.U. N. 042 SERIE GENERALE PARTE PRIMA DEL 20 02 1997

SUPPLEMENTO 037 DEL 20 02 1997

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 gennaio 1997.

Approvazione dell’atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l’esercizio delle attivita’ sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private.

 

DPR 14 gennaio 1997 BINDI

GMP - Annex 1

GMP – Annex 1

The manufacture of sterile products is subject to special requirements in order to minimize risks of microbiological contamination, and of particulate and pyrogen contamination. Much depends on the skill, training and attitudes of the personnel involved. Quality Assurance is particularly important, and this type of manufacture must strictly follow carefully established and validated methods of preparation and procedure. Sole reliance for sterility or other quality aspects must not be placed on any terminal process or finished product test.

 

GMP – Annex 1

Who

Linee Guida WHO per Sale Operatorie

Data from 56 countries showed that in 2004 the annual volume of major surgery was an estimated 187–281 million operations, or approximately one operation annually for every 25 human beings alive (3). This is a large and previously unappreciated volume with significant implications for public health. It is almost double the annual volume of childbirths— in 2006, there were approximately 136 million births (4)—and is at least an order of magnitude more dangerous. While the rates of death and complications after surgery are difficult to compare since the case mix is so diverse, in industrialized countries the rate of major complications has been documented to occur in 3–22% of inpatient surgical procedures, and the death rate 0.4–0.8% (5,6). Nearly half the adverse events in these studies were determined to be preventable.

 

WHO Guidelines for Safe Surgery 2009

ManualeSO

Manuale per la Sicurezza in Sala Operatoria

A cura del Dipartimento della Qualità del Ministero della Salute e delle Politiche Sociali, ottobre 2009

ll manuale affronta il problema della gestione dei rischi sanitari per il miglioramento della qualità e della sicurezza nell’erogazione delle prestazioni previste nei reparti di chirurgia.

Comprende le raccomandazioni e la Checklist elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ambito del programma “Safe Surgery Saves Lives” e adattate al contesto nazionale.

 

Manuale Sale Operatorie _ Ministero della Salute

anestetici

LINEE GUIDA SUL TRATTAMENTO DEL DOLORE IN EMERGENZA

La Società italiana di anestesia analgesia, rianimazione e terapia intensiva (SIAARTI) insieme alla Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (SIMEU), e ad altre cinque Società scientifiche: Italian Resuscitation Council (IRC), Società italiana di anestesia rianimazione emergenza e dolore (SIARED), Società italiana sistema 118 (SIS 118), Associazione italiana per lo studio del dolore (AISD), Società italiana di chirurgia d’urgenza e del trauma (SICUT) hanno pubblicato le prime linee guida nazionali sulla gestione del dolore in emergenza.

Le linee guida, o raccomandazioni, hanno lo scopo di dare una traccia per uniformare i percorsi terapeutici in tutte le strutture di emergenza sanitaria in Italia.

Sul dolore dei pazienti bisogna intervenire presto e subito, fin dai primi soccorsi in ambulanza e in pronto soccorso, con procedure e farmaci adatti al singolo caso e a rapida azione. E’ questo il senso delle prime Raccomandazioni italiane sulla gestione del dolore in emergenza prodotte dalla collaborazione fra le più importanti società scientifiche dell’emergenza sanitaria nazionale.

Il dolore è un sintomo importante nei pazienti dell’emergenza: il 70% degli accessi in pronto soccorso sono correlati a problematiche di dolore acuto.

“Con le nuove linee guida – riferisce Gennaro Savoia, SIAARTI, direttore UOSC Terapia intensiva grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli, si completano i percorsi ospedale-territorio senza dolore auspicati dalla legge 38 del 2010 sul dolore e sulle cure palliative. Tutti gli operatori – aggiunge – devono saper distinguere tra dolore nocicettivo, neuropatico e misto e devono saper individuare i segni di allarme (bandierine rosse) di sindromi gravi da un punto di vista diagnostico, anche se il loro numero è veramente marginale (< 1/ 10000 )”.

Ma come viene trattato il paziente che arriva al pronto soccorso accusando forte dolore? “Con farmaci da banco, come il paracetamolo, nel dolore lieve e moderato e con farmaci oppioidi nel dolore severo – risponde l’anestesista napoletano – ma non mancano le tecniche non farmacologiche come il ghiaccio, tutori, protossido d’ azoto, tecniche psicologiche cognitivo comportamentali e/o tecniche locoregionali di infiltrazione con anestetici locali o blocchi locoregionali ecoguidati” racconta ancora l’esperto della SIAARTI.

L’utilizzo dei nuovi protocolli contribuirà anche a ridurre le attuali disparità tra sesso e razza. ”A livello internazionale e in Italia – ricordano gli studiosi – c’è una ridotta somministrazione di analgesici nelle donne e nei pazienti non italiani”.

CHI PUO’ SOMMINISTRARE ANALGESICI E QUANDO

“Le Raccomandazioni inter-societarie – sottolinea Fabio De Iaco, coordinatore faculty in Sedazione e analgesia in urgenza di SIMEU, Responsabile del Pronto Soccorso di Imperia – rappresentano uno strumento di grande importanza per il trattamento del dolore nel Pronto Soccorso perché sottolineano come l’intero percorso del paziente in Pronto Soccorso debba essere focalizzato anche sul dolore: dalla valutazione in triage, alla somministrazione dell’analgesico più indicato, al monitoraggio successivo. Adeguarsi a questo approccio significa automaticamente migliorare la gestione del dolore.

Da un lato le raccomandazioni forniscono indicazioni scientificamente inoppugnabili, basate sulle evidenze, e dall’altro pongono l’accento sulla competenza degli operatori nella gestione di farmaci anche particolarmente potenti: la comunità scientifica riconosce che, con un’adeguata preparazione, tutti i medici specialisti dell’emergenza debbono poter utilizzare liberamente e consapevolmente i farmaci più efficaci, indipendentemente dalla specialità d’appartenenza.

Infine nelle Raccomandazioni intersocietarie sono contenuti elementi di grande modernità: dal riconoscimento della possibilità di somministrazione già al triage, da parte dell’infermiere competente, di alcuni analgesici come il paracetamolo, alla presa d’atto dell’efficacia di alcune vie alternative di somministrazione come l’endonasale, di grande utilità nella popolazione pediatrica”.

Le Raccomandazioni sono uno strumento di lavoro finalmente condiviso con altre figure professionali, che supporteranno gli operatori della Medicina d’Emergenza Urgenza che operano tutti i giorni nei Pronto Soccorso italiani.