parto- gas esilarante

Con il gas esilarante il parto è meno doloroso

Dal suo utilizzo negli Ospedali Inglesi e Americani alla sperimentazione all’Ospedale Buzzi di Milano e Umberto I di Roma: col Protossido di Azoto il dolore è davvero dimezzato.

La paura del parto e soprattutto del dolore, accomuna la maggior parte delle donne in “dolce attesa”. Sono numerosi, infatti, in tutto il mondo i tentativi di individuare un metodo efficace per ridurre il dolore durante il parto. L’ultimo in ordine di tempo, arriva dall’America. Negli Usa, infatti, è stato introdotto il gas esilarante come analgesico e anestetico in sala parto. Nello specifico, in America viene somministrato alle partorienti durante il travaglio ed il parto.
Il gas esilarante, il cui nome scientifico è ossido di di azoto o protossido di azoto, è un gas incolore dall’odore dolciastro. Se inalato, il gas esilarante può avere effetti euforizzanti, anestetici ed analgesici. Tecnicamente, il gas va ad interagire con le cellule nervose del cervello, distendendo i nervi con conseguente sedazione del paziente.
Nell’ospedale dei bambini, il Buzzi di Milano, e presso l’Umberto I di Roma, vengono utilizzate e sperimentate tecniche per far partorire le donne soffrendo il meno possibile. Ad agosto sono stati sperimentati con successo i primi dieci parti in cui le mamme sono state assistite con il protossido d’azoto, il più vecchio anestetico al mondo, che dimezza il dolore durante il travaglio e rende le future mamme più serene durante il parto.
A spiegarlo è la dottoressa Ida Salvo, il primario di Anestesia e rianimazione del Buzzi, un medico in prima linea sul fronte dell’ostetricia che nel 2005 lanciò la battaglia per chiedere alla Regione Lombardia di garantire alle donne l’anestesia epidurale durante il parto. Da allora più del 25% dei parti avviene con l’epidurale.
“Il gas esilarante”, continua la Salvo, “è innocuo, lascia sveglia la donna ed è facile da utilizzare, ed è la stessa donna, che opportunamente istruita, si autosomministra il protossido d’azoto, applicando una mascherina alla bocca”.
Partorire utilizzando ossido d’azoto sembrerebbe avere innumerevoli vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali utilizzate per diminuire il dolore durante il travaglio (per esempio, la famosa epidurale). Innanzitutto, a quanto pare, non ci sarebbero controindicazioni per la partoriente, trattandosi di un gas innocuo che, al massimo, procura euforia e, pare, un blando effetto afrodisiaco. Infine, lascia la futura mamma sveglia e perfettamente cosciente di quello che le sta accadendo limitandosi a diminuire il dolore nelle fasi peggiori del travaglio.
E chissà, forse per la prima volta, i papà nelle sale parto vedranno le loro compagne ridere di gusto!

da: http://www.dolceattesa.rcs.it/2011/08/con-il-gas-esilarante-il-parto-e-meno-doloroso/

 

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